In questo video potete vedere alcune delle novità in arrivo per Gnome Do. La versione 0.8.2 introduce le docklets, sono delle piccole applicazioni che risiedono in Docky. Già conoscevamo il cestino e l'orologio, adesso c'è un desktop switcher, il meteo, il livello della batteria, il monitor della cpu e il controllo del volume. Insomma niente di trascendentale o di irrinunciabile. Anzi, il problema è che si rischia di far sì che questo Docky si impiastricci come Awn, per fortuna si possono non attivare e comunque restano le funzionalità peculiari di Gnome Do che lo rendono qualcosa di molto più interessante di un semplice dock. Alla fine poi mi fido anche del lavoro di questi giovani e non escludo che un giorno queste docklets non diventino per me qualcosa di imprescindibile per cui valga la pena cambiare anche qualcosina all'interno del mio uso quotidiano del desktop.
C'erano una volta un pannello superiore e un pannello inferiore, i due inseparabili compagni da sempre spadroneggiavano sui desktop dello gnomo. Sembravano inseparabili, il loro completarsi a vicenda e il loro dividersi le faccende aveva un che di commovente. Poi però un bel giorno il pannello inferiore ha perso la sua utilità, vittima di monitor dai form factor sempre più bizzarri, 16:10 e poi 16:9, chissà dove arriveremo di questi passi. Tant'è, il pannello inferiore è andato a farsi benedire su molti desktop, compreso su Renato, che poi è il nome di battesimo del mio pc. Quello superiore sempre più tronfio ha continuato a far bella mostra di se, faccio tutto io, sono indispensabile io.
Effettivamente almeno un pannello serve, mettetelo dove vi pare, ma serve. Solo che poi quei perfidi giovani che stanno dietro Gnome Do hanno presentato la loro Docky, che svolge molto bene un sacco di compiti tra cui quello della Windows List che intanto dal pannello inferiore si era trasferita ai piani alti. Togliendola dal piano superiore però quest'ultimo rimaneva completamente spoglio. Si è provato di tutto, ma non ci sono stati occhi curiosi e pesci saggi che hanno retto. Il pannello per quanto ancora indispensabile era leggermente ridondante nelle sue dimensioni. Fino a ieri, fino a quando ho trovato come riempirlo.
E si, ci stavo pensando proprio oggi o ieri al massimo, che io quasi quasi accantono Compiz. Uno può dire ma come Compiz è figo, fa venire invidia a chi ti guarda mentre usi il computer, ti aiuta a fare all'amore. Vero, tutto vero (!), però è pure vero che uno ogni tanto si vuole fare anche una semplice birra e mettere da parte per un po' tutte queste ansie da prestazione. Che uno per piacere pure ci deve lavorare, deve fare delle rinunce.
Ora a parte i discorsi metaforici la verità è che Compiz è figo ma spesso fa girare anche un bel po' le scatole. Esempio numero uno, quotidianamente uso Matlab e Matlab con Compiz proprio non ci va d'accordo. Le cose sono migliorate rispetto al passato grazie alle nuove versioni di entrambi, ma comunque non è che tutto vada alla perfezione, il risultato è che alla fine ti scocci, vai sulla Fusion Icon e vai di Metacity. Esempio numero due, tutto contento ho comprato World of Goo, lo faccio partire e come lo avvio mi va di crash, allora vai ancora sulla Fusion Icon e di nuovo vai di Metacity.
Aggiornamento: sul blog "Diario di Bordo" hanno segnalato il link per scaricare Nova Baire, se tante volte avete voglia di dare un'occhiata questo è l'indirizzo.
I computer domestici, quelli che ognuno può tenere nella sua casina, i pc nel vero senso della parola personal, sono arrivati a Cuba soltanto da un anno. Prima, come tutti sappiamo erano vietati insieme a tante altre cose, ora invece il regime si sta ammorbindendo e le persone riescono ad avere qualcosa in più. Comunque non voglio parlare di Cuba, della sua situazione politica o che altro, se siete interessati a questo argomento vi consiglio di seguire il blog di Yoani Sanchez, Generacion Y.
Qui si parla di Linux e di software libero, la notizia è che il sistema operativo ufficiale di Cuba è appunto Linux. E' stata infatti creata una distribuzione ad hoc, il suo nome è Nova Baire da una battaglia vinta dai cubani nel 1895 con la quale guadagnarono l'indipendenza dalla Spagna. La distribuzione è stata sviluppata nel 2007 ma annunciata ufficialmente solo in questi giorni. E' basata su Gentoo e come DE usa Gnome, di più non si sa. Però dopo il salto potete vedere un bel video da Youtube.
Tre settimane fa è stata rilasciata la prima release candidate di Linux Mint 6, nome in codice Felicia. Questa distribuzione è derivata da Ubuntu dalla quale si distingue per alcuni piccoli accorgimenti. Il fatto che derivi dalla creazione di Canonical le offre l'indiscutibile vantaggio di poter sfruttare i suoi completi e sempre aggiornati repository, il team di Mint poi pensa a lavorare per rendere l'eperienza dell'utente sempre più semplice e confortevole cercando di proporre un prodotto ben funzionante e allo stesso tempo molto catchy da un punto di vista estetico. All'inizio il progetto era nato per offrire una distribuzione che oltre a quanto già offriva Ubuntu avesse installati di default tutti quei pacchetti non free che alla fine ogni utente finisce per installare. Col tempo però Linux Mint è diventata qualcosa di più e adesso offre un bel po' di features aggiuntive.
Giusto per citarne alcune: un gestore di pacchetti alternativo, un menu d'avvio nuovo molto funzionale, un gestore degli aggiornamenti che tiene traccia di tutti i cambiamenti della macchina, un uploader con supporto ftp, uno strumento di parental control, un firewall di semplice configurazione e tanto altro. A tutto questo viene abbinata un'interfaccia molto elegante e davvero piacevole con il verde come colore predominante per il desktop e il tema delle icone, mentre è l'azzurro a farla da padrone nella decorazione delle finestre. Ma senza fare troppe chiacchiere andiamo a toccare con mano questa distribuzione dal suo avvio da LiveCD fino alla sua installazione e al suo utilizzo.
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