A volte mi viene da pensare che quelli di Canonical siano un po' tonti. Per carità fanno una grosso lavoro e la mia riconoscenza sarà sempre infinita, però non capisco come possano tralasciare dei dettagli così semplici. Se avete fatto tutto questo casino con le nuove notifiche e tutti i programmi più comuni si sono adeguati, come fate a trascurare quello che, con buona probabilità, è il pezzo del sistema operativo più utilizzato? Ovviamente mi riferisco a Firefox.
La cosa strana è che esiste già ubufox che in qualche modo si preoccupa di adattare il browser a Gnome e a Ubuntu, costava tanto preoccuparsi delle notifiche? Va bene, diciamo che costava tanto, ma era altrettanto difficile installare di default l'add-on FirefoxNotify scritta dall'utente abhishek.mukher.g? Forse si, ma allora perchè preoccuparsi di mettere il pacchetto firefox-notify nei repository ufficiali?
Ok, in ogni caso, smetto questo tono polemico e saccente e vi invito a installare il pacchetto firefox-notify oppure l'estensione che potete trovare a questo indirizzo. In questo modo il vostro browser preferito si integrerà ancora meglio con il vostro bel sistema operativo.
Se ne parla da anni ma ora è realtà Google sbarcherà nel mondo dei sistemi operativi. Sono stati svelati ieri gli oscuri progetti di conquista del mondo, si chiamerà Google Chrome Os la nuova creatura. Il suo codice sarà open source e verrà messo a disposizione di noi comuni mortali nei prossimi mesi, comunque entro la fine dell'anno. Il nuovo sistema operativo targato Big G sarà inizialmente rivolto ai netbook e già nella prima metà del prossimo anno saranno lanciati i primi modelli su cui girerà.
La promessa è quella di offrire un sistema operativo velocissimo, con tempi di boot ridotti all'osso, per permettere agli utenti di accedere alla propria vita digitale in pochi secondi. Maggiori dettagli li trovate sul blog ufficiale di Google. La Apple ha dato un bel colpo a Windows e alla Microsoft, Linux è in crescita sebbene i suoi numeri siano ancora pressoché ridicoli, riuscirà Google a distruggere il monopolio creato dall'azienda di Redmond da quando i pc sono diventati alla portata di tutti? Lo sapremo solo vivendo, si accettano scomesse.
In questo post non si scopre l'acqua calda, è uno di quelli che mi servono per tenere a mente un repository per usi futuri. Prendendo spunto da questo post di Neffscape in cui si parla dell'integrazione di Pidgin con la chat di Facebook, voglio presentare il plugin che permette invece di utilizzare il noto client di messaggistica istantanea con il famoso servizi dai 140 caratteri. Postare su Twitter è la cosa più varia che ci sia, si può usare di tutto, c'è Twitterfox per Firefox o semplicemente si può usare l'interfaccia web originale, poi c'è Gnome Do per gli ammanti della combinazione Super + Space o il semplice sms, poi ci sono una serie di client disegnati appositamente per il pinguino, qui ne trovate una lista molto completa.
Se però non vi va di stare a installare altra roba o di appesantire Firefox, una buona idea sarebbe quello di integrare Twitter nel caro Pidgin che bene o male è il client più utilizzato, non fosse altro perché è quello di default scelto da molte distribuzioni. Vediamo come si fa, l'operazione è molto semplice e si riduce alle solita aggiunta di un repository, della sua firma e dell'installazione del pacchetto in questione, l'home page del progetto è questa, è possibile scaricare il plugin per tutte le piattaforme, Linux compresa. Se invece siete utilizzatori di Ubuntu la procedura più veloce, a mio giudizio, è quella via repository. Aggiungiamo quindi questo bell'archivio di pacchetti ppa nel nostro sources.list:
deb http://ppa.launchpad.net/sugree/ppa/ubuntu jaunty main
deb-src http://ppa.launchpad.net/sugree/ppa/ubuntu jaunty main
In questo video potete vedere alcune delle novità in arrivo per Gnome Do. La versione 0.8.2 introduce le docklets, sono delle piccole applicazioni che risiedono in Docky. Già conoscevamo il cestino e l'orologio, adesso c'è un desktop switcher, il meteo, il livello della batteria, il monitor della cpu e il controllo del volume. Insomma niente di trascendentale o di irrinunciabile. Anzi, il problema è che si rischia di far sì che questo Docky si impiastricci come Awn, per fortuna si possono non attivare e comunque restano le funzionalità peculiari di Gnome Do che lo rendono qualcosa di molto più interessante di un semplice dock. Alla fine poi mi fido anche del lavoro di questi giovani e non escludo che un giorno queste docklets non diventino per me qualcosa di imprescindibile per cui valga la pena cambiare anche qualcosina all'interno del mio uso quotidiano del desktop.
Ieri ho ricevuto il nemmeno poi tanto atteso invito alla prova di Ubuntu One, dico nemmeno poi tanto atteso perchè fino a quando saremo in pochi ad averlo il suo uso sarà molto limitato e di conseguenza Dropbox continuerà ad essere la prima scelta. Vediamo comunque cosa ci offre questo tanto chiacchierato servizio che la Canonical ha lanciato qualche settimana fa. Una volta ricevuta l'email che comunica l'ingresso nel fantastico mondo dei beta tester la prima cosa da fare, dopo essersi assicurati di avere Jaunty aggiornata, è quella di andare sulla pagina dedicata al servizio e accedervi con le credenziali di Launchpad. In questo modo si avrà la possibilità di scaricare un pacchetto .deb che si preoccupa di aggiungere il ppa di Ubuntu One e la sua firma tra le nostre sorgenti. Fatto questo si scarica il client di Ubuntu One e lo si installa.
Una volta lanciato il servizio si va a mettere nella tray (lo vedete far bella mostra di sé nell'immagine), fa la prima sicronizzazione dopo che nella Home sono già state create le cartelle del caso: in particolare ci sarà una nuova cartella denominata "Ubuntu One" che conterrà al suo interno altre due directory "My Files", che è il luogo dove fisicamente copieremo i nostri file, e "Shared With Me", che suppongo sia il posto dove andranno le cose che avremo in condivisione con altri utenti, suppongo perchè non conoscendo altri utenti che abbiano Ubuntu One non so precisamente come funzionerà.
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